chiave armonica
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Spazio Interiore, in collaborazione con In&Out di Massimiliano Severi, è onorata di presentare La Chiave Armonica dell'Universo , una giornata di convegno interamente dedicata all’esplorazione del rapporto intercorrente tra scienza e spiritualità e a come una loro integrazione, anziché reciproca esclusione, potrebbe dischiudere nuovi orizzonti evolutivi per l’essere umano. Il convegno si svolgerà a Firenze, nella splendida cornice dello storico Cine Teatro Odeon.

Rupert Sheldrake e Corrado Malanga, scienziati di fama internazionale che nel corso di anni di ricerca sono giunti a superare l’apparente antitesi tra scienza e spiritualità, ci guideranno alla scoperta dei risultati del loro lavoro di avanguardia, accompagnandoci in un viaggio sorprendente: nuovi paradigmi scientifici e antiche pratiche spirituali vibrano alla stessa frequenza, e dalla loro integrazione emerge la chiave armonica con la quale finalmente aprire lo scrigno dei misteri dell’Universo e dare nuova linfa alla ricerca spirituale dell’Uomo.

A far risuonare la sala di questa magica vibrazione ci sarà inoltre la musica di Stefano Bollani, il noto compositore, musicista e scrittore, che – oltre a donarci la colonna sonora perfetta per questo viaggio – condurrà la tavola rotonda finale, momento prezioso e fecondo in cui Malanga e Sheldrake avranno modo di confrontarsi sul risultato delle proprie ricerche.

Rupert Sheldrake, biologo e saggista inglese noto soprattutto per la sua rivoluzionaria teoria della “risonanza morfica”, nella conferenza Scienza e pratiche spirituali illustrerà come diversi studi abbiano ormai spiegato scientificamente alcune antiche pratiche spirituali comuni a diverse tradizioni.

Corrado Malanga, chimico e ricercatore della coscienza noto in tutto il mondo per i suoi studi sugli UFO e le abduction aliene, nonché ideatore del rivoluzionario Triade Color Test, nella conferenza Scienza, coscienza e superamento della dualità farà una disamina degli attuali paradigmi scientifici, con le loro luci e le loro lacune, per poi accompagnarci a scoprire come la Coscienza si manifesti attraverso una virtualità fatta con le misure del fotone.

Stefano Bollani, artista e scrittore da sempre attento ai temi legati alla ricerca sulla coscienza, introdurrà le due relazioni e alla loro conclusione eseguirà al pianoforte dei brani musicali inediti ispirati ai contenuti espressi: perché la musica e il suono sono già di per sé la prova del rapporto intimo e inclusivo tra scienza e spirito.

La conferenza di Rupert Sheldrake si svolgerà in lingua inglese con traduzione consecutiva.

Guarda il video "The Science Delusion"

con Rupert Sheldrake (sub ita)

Programma

  • 9.00 - 10.00

    Check-in

  • Stefano Bollani

    10.00 - 10.15

    Introduzione musicale del convegno

    a cura di Stefano Bollani
  • Rupert Sheldrake

    10.15 - 13.30

    Scienza e pratiche spirituali

    Conferenza di Rupert Sheldrake

    A conclusione Stefano Bollani eseguirà un brano creato in risonanza con i contenuti dell’intervento di Sheldrake

  • 13.30 - 15.00

    Pausa pranzo libera

  • Stefano Bollani

    15.00 - 15.15

    Stefano Bollani introduce Corrado Malanga

  • Corrado Malanga

    15.15 - 17.30

    Scienza, coscienza e superamento della dualità

    Conferenza di Corrado Malanga

    A conclusione, Stefano Bollani eseguirà un brano creato in risonanza con i contenuti dell’intervento di Malanga

  • 17.30 - 18.00

    Pausa

  • 18.00 - 19.30

    Tavola rotonda con Stefano Bollani, Rupert Sheldrake e Corrado Malanga

    A conclusione, Stefano Bollani eseguirà un brano creato in risonanza con i contenuti di questa incredibile giornata

Biglietti

70

LA CHIAVE ARMONICA DELL'UNIVERSO

  • Firenze 30 Novembre 2019
  •  
Acquista

Il biglietto del convegno dà diritto a uno sconto del 25% sui libri di Corrado Malanga e sul libro "Scienza e pratiche spirituali" di Rupert Sheldrake (con prefazione di Malanga) che si potranno acquistare il giorno dell’evento allo stand di Edizioni Spazio Interiore.

Per accrediti stampa contattare: ufficiostampa@spaziointeriore.com

CONVEGNO

Lo svolgimento quotidiano e regolare di pratiche spirituali è un fenomeno al giorno d’oggi sempre più diffuso nel mondo occidentale. Del resto, in un’epoca come quella attuale, in cui la vita è sempre più frenetica e stressante, e improntata più alla separazione che all’unione, l’essere umano sente fortemente il bisogno di un qualcosa che lo riconduca a uno stile di vita più pieno e più sano. E infatti, coloro che aderiscono a una routine di pratiche spirituali regolari tendono a vivere una vita più sana e longeva.

Dal suo canto, la scienza sta gettando una nuova luce su molte di queste pratiche spirituali e sono numerose le ricerche scientifiche aventi a oggetto la meditazione, l’espressione di gratitudine, il canto, la preghiera e i riti di passaggio.

L’ulteriore – e benefico – passo che occorre compiere è allora nella direzione dell’integrazione: nel corso di questa conferenza vedremo quindi in che modo sia possibile non solo integrare la comprensione scientifica di queste pratiche con la nostra esperienza intuitiva diretta, ma anche come riconnetterci in profondità con il mondo “più-che-umano” che ci circonda.

Scopriremo inoltre come l’applicazione della teoria della risonanza morfica si traduca in una nuova chiave di comprensione di antichi rituali e mantra, in grado di fornirci una differente interpretazione della memoria e della sopravvivenza dell’anima alla morte del corpo, e perciò di trasformare il modo di pensare alla morte stessa, nostra e dei nostri cari. Esploreremo insieme in che modo la pratica della gratitudine possa renderci più felici e generosi, e come il cantare e salmodiare arrechino maggiore gioia alle nostre vite e migliorino il nostro senso di comunità.

Infine, muovendo dall’ottica integrata tra comprensione scientifica ed esperienza intuitiva, affronteremo i temi della rinascita dei pellegrinaggi e della natura dei luoghi sacri, per svelarne le caratteristiche ancora celate e raggiungerne una più piena e consapevole conoscenza.

Una nuova prospettiva dell’universo

Uno degli interrogativi da sempre più affascinanti e importanti per il genere umano riguarda la natura dell’Universo, e a esso se ne affianca intrinsecamente un altro, relativo alle ragioni per cui l’Universo sia fatto in questo modo. Due interrogativi cui la scienza moderna potrebbe oggi rispondere se non si fosse arenata davanti al limite dato dall’utilizzo della pura logica ragionata, scevra da ogni interpretazione. Partendo dai grandi risultati raggiunti dalla matematica e dalla fisica nelle loro applicazioni logiche, abbiamo acquisito moltissime informazioni preziose, culminate nella scoperta che il nostro universo è costruito sul valore di Pi Greco. Ma la scienza, applicando la metodologia della mera misurazione delle cose, si è fermata qui: ancora oggi la sua grande lacuna consiste nel non chiedersi il perché le cose stiano nel modo in cui le osserva e le misura.

Per superare questo impasse è necessario recuperare innanzitutto il buonsenso e gli strumenti forniti dalla parte destra del cervello, e farne applicazione. Nel corso di questo convegno, avremo quindi modo di vedere come gli attuali grandi misteri della fisica quantistica – pur senza toccare le formule scientifiche – possano essere disvelati attraverso ragionevoli interpretazioni. Vedremo come la comprensione di queste formule passi inesorabilmente attraverso la consapevolezza che noi, in primo luogo, abbiamo del Cosmo.

Precise osservazioni ci suggeriscono che l’universo che ci contiene è in realtà un Frattale Olografico Non Locale e da questa premessa, utilizzando la ragione dell’emisfero sinistro del cervello e la percezione di quello destro, potremo formulare un’avvincente ipotesi di come l’universo è costruito, proponendo la struttura di quello che è il mattone fondamentale del Tutto: il fotone. Di qui giungeremo alla conclusione che quest’ultimo è l’unica cosa che realmente esiste e costituisce la manifestazione di una creazione che non solo ci permea fin nel più profondo intimo, ma nella quale ci specchiamo quotidianamente: il fotone è dunque l’unica essenza attraverso la quale la nostra Coscienza si è manifestata.

Quindi, muovendo dall’osservazione che i numeri che la fisica oggi ci fornisce non sono altro che la rielaborazione di costanti semplici che costruiscono tutti gli aspetti dell’Universo, proprio tramite Pi Greco e la Sezione Aurea, la Radice Quadrata del numero 2, il Numero di Nepero “e” e attraverso le dimensioni di un vero e proprio pattern frattalico, giungeremo a scoprire che Noi stessi siamo i Creatori di questa virtualità, alla quale abbiamo dato i connotati di una percettibile – ma non reale – dualità, che però serve alla Coscienza a comprenderne la vacuità.

Quando si parla di vibrazione e di armonia non può non venire in mente la musica, ed è per questa ragione che Stefano Bollani, noto musicista e scrittore, accompagnerà l’intero convegno con le sue parole e le sue esecuzioni al pianoforte, fungendo da fil rouge degli interventi di Rupert Sheldrake e Corrado Malanga. Poiché la musica e il suono già di per sé costituiscono una prova del rapporto intimo e inclusivo tra scienza e spirito, le sue esecuzioni ci consentiranno di sperimentare su un livello percettivo ciò che, ascoltando i due relatori, avremo compreso sul piano intellettivo. Oltre a introdurre la conferenza di ciascuno dei due relatori e a moderare la tavola rotonda, Stefano Bollani farà risuonare la sala e l’animo dei presenti con le magiche vibrazioni di brani creati in risonanza proprio con il contenuto degli interventi di Sheldrake e Malanga. Infine, a chiusura del convegno, la sua musica celebrerà le conoscenze e le emozioni raccolte e scambiate durante questa incredibile giornata, lasciando in ognuno di noi un ricordo indelebile. Perché la musica, più di ogni altra cosa, può davvero insegnare ad ascoltare se stessi e ciò che ci accade intorno.

Relatori

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Nato a Newark-on-Trent, in Inghilterra, nel 1942, RUPERT SHELDRAKE è considerato tra i più importanti biologi e saggisti scientifici dell’età contemporanea. Dopo aver studiato Biologia a Cambridge e Filosofia ad Harvard, ha conseguito un dottorato di ricerca in Biochimica a Cambridge nel 1967. Ha fatto parte della Royal Society dal 1970 al 1973, studiando lo sviluppo delle piante e l’invecchiamento delle cellule. Dal 1974 al 1985 ha vissuto in India, dove è stato responsabile del dipartimento di Fisiologia delle piante presso l'International Crops Research Institute for the Semi-Arid Tropics (icrisat) di Hyderabad.

È autore di più di 85 articoli scientifici e di 14 libri, tradotti in tutto il mondo, di cui 6 come co-autore. È noto soprattutto per la teoria della “risonanza morfica” che, confutando alcuni capisaldi della scienza classica, dimostra come ogni membro di ogni specie attinga a una memoria collettiva propria del corredo genetico di quella determinata specie. Questa teoria, il cui dibattito è ancora in corso e che ha implicazioni enormi riguardo lo sviluppo di una coscienza collettiva di genere, è stata aspramente criticata dai membri della comunità scientifica, ma ha portato nel 2013 Sheldrake a essere inserito nella lista dei pensatori più influenti del mondo dal Duttweiler Institut di Zurigo.

Nel corso della sua lunga carriera ha studiato molti fenomeni poco approfonditi dalla scienza classica come il comportamento degli animali legato alle loro capacità sensoriali (come ad esempio le abilità telepatiche di cani, gatti e altri animali o la loro capacità di anticipare terremoti o tsunami) e altri fenomeni legati alle persone, come la sensazione di essere osservati, la telepatia tra le madri e i propri figli e le premonizioni.

Vive a Londra con la moglie Jill Purce, terapeuta della voce e del suono e costellatrice familiare.

Bibliografia in italiano

La rinascita della natura (Corbaccio 1993)

Sette esperimenti per cambiare il mondo (Corbaccio 1995, Castelvecchi 2013)

L’ipotesi della causalità formativa (Red 1998)

I poteri straordinari degli animali (Mondadori 2000)

La mente estesa (Urra 2006, Feltrinelli 2018)

La presenza del passato (Crisalide 2011)

Le illusioni della scienza (Urra 2013)

La fisica degli angeli, con Matthew Fox (Tlon 2016)

La mente evolutiva, con Ralph H. Abraham e Terence McKenna (Tlon 2017)

Scienza e pratiche spirituali (Spazio Interiore 2019)

INTERVISTA A RUPERT SHELDRAKE

Ci parli del suo nuovo libro, Scienza e Pratiche Spirituali, di cosa parla e cosa possiamo aspettarci di nuovo riguardo alle sue scoperte?

Questo libro parla di sette diverse pratiche spirituali che sono state investigate scientificamente e che sono aperte a tutti gli individui, che seguano o meno una religione. Al giorno d’oggi, vi sono prove conclamate di come le pratiche spirituali e religiose in generale rendano le persone più felici e addirittura le portino a vivere più a lungo. Perfino persone che si dichiarano atee stanno adottando pratiche spirituali come la meditazione, e i cosiddetti neo-atei, come il neuroscienziato Sam Harris, hanno anche iniziato a tenere corsi di meditazione online.(Leggi il seguito)

Campi Morfogenetici, Coscienza e Costanti dell'Universo: diversi anni fa, in una conferenza TED ormai celeberrima, una delle più viste al mondo su YouTube, lei parla molto chiaramente di come molti dei paradigmi della scienza siano ormai obsoleti, incorretti e pericolosamente fuorvianti. Può dirci se vi sono stati passi avanti da parte della scienza ufficiale mainstream su questi tre punti?

La maggior parte delle persone nell'ambito della scienza tradizionale finge di seguire la visione materialista del mondo solo quando si trova al lavoro. Deviare da essa danneggerebbe gravemente la loro carriera. In privato, tuttavia, i loro atteggiamenti sono spesso molto diversi. Quindi la risposta alla tua domanda è che, perlomeno nella sfera privata, vi è molta più apertura di prima. Nel dibattito pubblico, invece, questa nuova apertura sta appena iniziando a prendere piede. Ad esempio, in una recente discussione in materia di neuroscienze e filosofia della mente sul pampsichismo, l'idea che vi sia un certo grado di intelligenza senziente o coscienza in tutta la natura, e non semplicemente nel cervello umano, ha iniziato a essere apertamente presa in considerazione e discussa.

Sembra ormai sempre più frequente la messa in discussione da parte di diverse branche della scienza − dalla genetica, alla biologia, alla fisica − della teoria secondo cui il caso sia all'origine del tutto e che la perfezione matematica e la generale complessità dell'universo e del nostro stesso organismo confutino definitivamente il dogma della scienza per cui l'origine della vita e l’evoluzione siano avvenute per mero caso a dispetto dell'esistenza di una – chiamiamola semplicemente così – Intelligenza Divina. Quali sono i suoi pensieri al riguardo e quali i dati scientifici che supportano questa nuova visione del cosmo?

Penso che il caso e la casualità siano effettivamente parte della natura a tutti i livelli. È solo grazie a questo elevato grado di indeterminatezza che altre forme di causalità possono entrare in natura. Se vi sono intelligenze creative al lavoro in natura, come penso che vi siano, esse sono in grado di influenzare il corso delle cose solo perché non già pienamente determinate. Certamente non credo in una sorta di intelligenza divina che pianifichi tutto in anticipo, come se stesse scrivendo una sorta di sceneggiatura di un film per l'universo che poi semplicemente si realizza. Penso che la creatività sia implicita e coinvolta nel processo evolutivo e che, in parte, la implichi l'inventare le cose man mano che si procede in avanti, in conformità con le circostanze e le opportunità. Inoltre, benché possa senz'altro esserci un obiettivo o uno scopo generale in natura, tale scopo sembra includere in sé lo sviluppo della diversità e l'esplorazione delle possibilità di manifestazione fine a se stessa. Altrimenti risulterebbe difficile comprendere l'immensa ricchezza e la complessità della natura.

Nichilismo, ateismo, depressione: secondo i dati, una grande maggioranza della popolazione adulta del mondo contemporaneo si identifica in queste tre cose. Pensa che l'aver ridotto l'universo a una cosa morta e senza scopo abbia aiutato il materializzarsi di questa situazione? È vero? E se così fosse, cosa possiamo fare noi e cosa può fare la comunità scientifica per cambiare rotta?

Sì, penso che una visione del mondo così deprimente possa senz'altro portare alla depressione generalizzata. Dobbiamo andare oltre il materialismo meccanicistico e abbracciare una visione della natura come vivente, ma gli scienziati non cambiano il loro modo di pensare a beneficio della salute pubblica! Come mostro nel mio libro Le illusioni della scienza, però, vi sono molte buone ragioni per liberare le scienze dall'ortodossia dogmatica del materialismo di cui sono schiave.

La sua teoria del campo morfogenetico viene spesso utilizzata da operatori olistici di vari settori per dare un sostegno scientifico al loro lavoro. Ci riferiamo in particolar modo alle Costellazioni Familiari, ma anche ad altre pratiche e tecniche che assumono l'esistenza di un campo di coscienza unificato dal quale reperire informazioni di vario genere, spesso con un obiettivo di guarigione psicofisica. Come si sente al riguardo? Le fa piacere o crede che l'accostamento del suo nome a pratiche non scientifiche del variegato mondo New e Next Age possa finire per banalizzare il suo lavoro?

Non ho alcun controllo sul modo in cui le persone usano il mio lavoro per sostenere pratiche terapeutiche o, in effetti, amuleti magici! Nel caso della terapia della costellazione familiare, penso si possa davvero spiegare questa pratica in termini di campi morfici e risonanza morfica, per cui i modelli familiari possono essere ereditati inconsciamente. Ma molte di queste terapie invocano anche la teoria quantistica in un modo che ha in sé ben poca relazione con l'effettiva teoria quantistica così come descritta oggi dalla fisica. Ciò può infastidire i fisici quantistici, ma non ha completamente trivializzato la fisica quantistica in sé.

Il 30 novembre sarà in Italia, a Firenze, per presentare le sue ultime ricerche all'interno del convegno "La chiave armonica dell'universo", e la sua presenza sta suscitando grande entusiasmo tra gli appassionati ricercatori italiani. Qual è il suo rapporto con l'Italia, che immaginiamo avrà già visitato in passato?

Ho visitato l'Italia molte volte in vita mia e adoro andarci. Quindi sono molto felice di tornare, come lo sono di essere a Firenze in un periodo dell'anno in cui non è completamente sopraffatta dai turisti.

Saremo a Firenze, la città rinascimentale per antonomasia e indissolubilmente associata alla famiglia dei Medici. Negli anni '60 del 1400 Marsilio Ficino tornò qui dalla sua missione, commissionata da Cosimo De’ Medici per recuperare il Corpus Hermeticum. Una missione completata con successo. Cosimo fino ad allora concentrato sulla traduzione dell'opera di Platone, sembra aver detto: «Platone può aspettare, sto invecchiando. Prima occupiamoci del Corpus Hermeticum, è molto più importante. Tra qualche anno finiremo di tradurre Platone», e così fu. La traduzione del Corpus fu completata nel 1463 e la città e la storia dell'Italia intera cambiarono per sempre, con la fioritura dell'età rinascimentale, la nascita del movimento umanistico, l'alchimia e tutto il resto. Quali sono i suoi pensieri su questo straordinario testo ermetico che, interpretato in un certo modo, sembra essere in sintonia con le più recenti scoperte sulla natura olografica dell'universo, sull'origine della nostra coscienza e persino con la sua teoria del campo morfogenetico? Vede una corrispondenza?

Durante il Rinascimento c'è stata una reale possibilità che le scienze si sviluppassero in un modo più olistico, con un riconoscimento da parte loro dell'interconnessione tra natura e mente. Ma all'inizio del xvii secolo, purtroppo, la scienza meccanicistica prese il sopravvento e gli aspetti più ermetici della visione e dell’approccio precedenti furono completamente emarginati. È interessante notare come alcune di queste domande che si posero all’epoca gli studiosi e non solo, stiano tornando in voga al giorno d’oggi. Penso che ciò stia accadendo perché il materialismo meccanicistico sta gradualmente iniziando a perdere la propria presa sulla scienza e la sua inadeguatezza diviene via via sempre più evidente. (Chiudi)

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Nato a La Spezia nel 1951, Corrado Malanga è stato Ricercatore in Chimica organica presso il Dipartimento di Chimica e Chimica Industriale dell’Università degli Studi di Pisa. Autore di diverse pubblicazioni su riviste scientifiche internazionali, la sua grande fama nasce dalla ricerca nel campo degli ufo, portata avanti per oltre trent’anni e nell’ambito della quale ha formulato tesi di straordinaria originalità e importante stimolo, in particolare in merito al fenomeno delle abduction aliene, nonché dai suoi studi sulla Coscienza. Ideatore del Triade Color Test e del Triade Color Test Dinamico Flash, oggi i suoi studi convergono sull’idea e la realizzazione del Mondo Felice, una società in cui ognuno è responsabile di se stesso, e dove l’aggettivo “felice” non vuol dire vivere tutti i giorni con il sorriso sulle labbra, ma vivere tutti i giorni in modo armonico.

Bibliografia in italiano

Alieni o demoni (Terre Sommerse 2007)

Genesi. Uomo, Universo e Mito (Spazio Interiore 2013)

Coscienza (Spazio Interiore 2013)

Evideon. L’Anima dei colori (Spazio Interiore 2014)

La geometria sacra in Evideon (Spazio Interiore 2015)

Gli UFO nella mente (Spazio Interiore 2016)

Il Mondo Felice non è utopia (Spazio Interiore 2017)

TCT. La Coscienza ritrovata (Trigono 2018)

Il Mondo Felice (Spazio Interiore 2019)

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Nato a Milano nel 1972, Stefano Bollani inizia a studiare pianoforte a sei anni. Si è affermato nel jazz, suonando su palchi come la Town Hall di New York, il Barbican di Londra, la Scala di Milano, la Salle Pleyel di Parigi. Eccezionale è la collaborazione, iniziata nel 1996 e mai interrotta, con Enrico Rava, al fianco del quale ha tenuto centinaia di concerti e inciso numerosi dischi. Nel corso della sua carriera ha collaborato con musicisti come Richard Galliano, Bill Frisell, Gato Barbieri, Sol Gabetta, Phil Woods, Lee Konitz, Pat Metheny e Chick Corea. Con la stessa passione ha fatto parte di orchestre sinfoniche quali la Gewandhaus di Leipzig, la Scala di Milano e l’Orchestre National de Paris, lasciandosi guidare da direttori celeberrimi quali Riccardo Chailly, Krjstian Jarvi e Daniel Harding.

Nel 2007 è stato il secondo musicista, dopo Antonio Carlos Jobim, a suonare un piano a coda in una favela brasiliana e in seguito, negli anni successivi, ha collaborato assiduamente con musicisti brasiliani come Hamilton De Holanda, Chico Buarque e Caetano Veloso.

Artista eclettico e geniale, ha sondato le potenzialità di diversi mezzi espressivi e in diversi campi: la radio (svariate trasmissioni su Radio 3), la televisione (prima con Renzo Arbore e in seguito con programmi da lui ideati trasmessi dalla Rai), il teatro (con Claudio Bisio e Maurizio Crozza, tra gli altri), l’editoria (pubblicando diversi saggi e romanzi). Nel 2017 la Trigono Edizioni pubblica Dialoghi tra alieni, conversazioni su universi vicini e lontani, che Bollani firma insieme a Mauro Biglino, Anne Givaudan e Igor Sibaldi. Come personaggio, con il nome di Paperefano Bolletta, è comparso su Topolino, di cui è anche nominato Ambasciatore.

Bibliografia

L’America di Renato Carosone (Elleu Multimedia 2004)

La sindrome di Brontolo (Baldini Castoldi Dalai 2006)

La cantata dei pastori immobili (Donzelli Editore 2006)

La gnosi delle fanfole (Baldini Castoldi Dalai 2007)

Lo Zibaldone del dottor Djembè (Baldini Castoldi Dalai 2008)

Parliamo di musica (Mondadori 2013)

Il monello, il guru, l’alchimista e altre storie di musicisti (Mondadori 2015)

Dialoghi fra alieni, con M.Biglino, A. Givaudan, I. Sibaldi (Trigono 2017)

INTERVISTA A STEFANO BOLLANI

Il grande pubblico conosce Stefano Bollani per le sue doti di pianista straordinario e mago del jazz che ha suonato con artisti della statura di Chick Corea, Caetano Veloso, Pat Metheny (solo per citarne alcuni). Eppure esiste un altro pubblico, certamente meno grande ma altrettanto appassionato, che conosce e segue Stefano Bollani per le sue sortite nel mondo della "spiritualità" e della ricerca sulla coscienza, e che l'hanno visto per esempio perfettamente calato nel ruolo di scrittore e conduttore dei Dialoghi tra alieni (Arte di Essere/Trigono Edizioni 2017) in compagnia di tre personaggi del calibro di Igor Sibaldi, Mauro Biglino e Anna Givaudan (che nei loro rispettivi campi non hanno nulla da invidiare ai sopracitati Chick, Cateano e Pat). 

Il 30 novembre a Firenze, Stefano sarà il conduttore e l'anima artistica del convegno LA CHIAVE ARMONICA DELL'UNIVERSO, che lo vedrà questa volta confrontarsi con due scienziati d'avanguardia quali Rupert Sheldrake e Corrado Malanga. La prima curiosità che abbiamo è dunque di sapere come tutto è iniziato. Come è giunto Stefano Bollani a interessarsi a temi così poco convenzionali, scomodi e spesso giudicati con sufficienza, se non con disprezzo, dalla cultura dominante? E come convivono lo Stefano Bollani artista affermato calato nella "realtà" del sistema con lo Stefano Bollani pensatore e ricercatore un po' folle che esplora con mezzi diversi differenti piani di realtà?  

Convivono in armonia. Esiste davvero una “realtà” del sistema? Dai che in fondo ne dubitiamo tutti. La realtà ci appare come una proiezione dei nostri bisogni e delle nostre esigenze. Grazie al fatto che le “esteriorizziamo” e le possiamo riconoscere come qualcosa o qualcuno “altro da noi”, ci sentiamo in grado di affrontarle. Il percorso intorno a questi temi inizia qualche anno fa dal bellissimo libro di Michael Talbot Tutto è uno, suggeritomi da mia moglie Valentina, che ha aperto la scia a tante tantissime letture affascinanti e a incontri con personaggi straordinari, come i due geniacci che saranno sul palco a Firenze.(Leggi il seguito)

Sei amico di Corrado Malanga e in più occasioni hai espresso stima per il suo lavoro (che ti ha ispirato anche dei brani). Cos'è che in questi anni ti ha più colpito delle originali e sempre più sorprendenti ricerche del professore? Cosa pensi, brevemente, della sua visione del Mondo Felice?

Mi ha colpito molto – in tutta la ricerca di Corrado – il suo entusiasmo, che è contagioso. Penso che mi farebbe piacere conoscere e ascoltare altri dieci, cento, mille Malanga, ognuno con la propria personalissima visione delle cose, per prendere il meglio da tutti quanti. Corrado è coraggioso e fa quello che quasi nessuno si prende la briga di fare: immaginare un modo differente di impostare la vita sul pianeta. Utilizza l’approccio dello scienziato; in modo differente la maggior parte degli artisti che amo produce musica, letteratura, arte facendo la stessa cosa che fa lui: unire in maniera originale e diversa i puntini che tratteggiano la nostra esistenza.

Rupert Sheldrake: scienziato accademico di fama internazionale, membro della Royal Society, considerato colui che ha dato una base scientifica a tante pratiche spirituali oggi molto diffuse (come per esempio le costellazioni familiari). Sappiamo che sei un fautore (anche nella musica) del dialogo e del confronto tra voci e stili diversi. Cosa ti aspetti dall'incontro tra Sheldrake e Malanga?

Mi aspetto il massimo: che diventino Mandrake e Shalanga, cioè che ognuno di loro venga permeato dell’energia dell’altro. Per me esistono poche serate più interessanti di quelle passate a interagire con persone intelligenti che sanno ascoltare. Oggi molte delle migliori menti della nostra generazione sono trincerate ognuna a difendere la propria idea e il proprio orticello, mentre ci arricchiremmo tutti con un maggiore confronto fra “teste pensanti” e con una più ampia circuitazione delle idee. Succede in parte grazie ai social e grazie ai libri ma l’incontro diretto brilla sovente per la propria assenza. L’insostituibile prezioso incontro diretto nel quale le musiche che ognuno di noi si porta dentro si mescolano creando a volte consonanze, a volte dissonanze, e sempre generando armonia (ricetta ben riuscita di differenze e somiglianze).

Il tuo ruolo durante il convegno sarà di conduttore, o forse sarebbe meglio dire di "accompagnatore". L'idea è di improvvisare dei brani che ti verranno ispirati sul momento, dopo aver ascoltato le relazioni dei due illustri scienziati e in risonanza con il tipo di energia che scorrerà nella platea di Cine Teatro Odeon. Quindi, utilizzando un linguaggio magico-matematico (la musica!) ci donerai un ulteriore punto di vista e aprirai porte e forse portali... Come ti è venuta questa bizzarra idea?

In verità ti dico, lo faccio tutte le volte che salgo sul palco, a volte senza rete, più spesso con strutture o temi indicativi in testa. Stavolta l’idea germinerà da un discorso, da un’immagine che Corrado e Rupert avranno creato. Dopo di che, si tratta, come sempre accade suonando, di fare il possibile per entrare in contatto con quella misteriosa sorgente che chiamiamo – nel caso più modesto – “ispirazione” oppure, salendo salendo e a seconda dei propri gusti e delle proprie tendenze, “spirito di Debussy” o “proprio angelo”.

Il tuo piano è accordato a 432 hz, la frequenza a cui, si dice, vibra l'universo. Non è questa la sede per aprire un dibattito su un tema così ampio e complesso, ma ti chiediamo di spiegarci semplicemente che cosa è cambiato dentro di te e nella tua musica da quando hai cominciato a suonare con l'accordatura a 432.

Ammetto che mi piacerebbe suonare a 432 più spesso di quanto non faccia. Posso permettermelo a casa e in qualche situazione sporadica. Questo solo per una motivazione pratica: quasi tutti i pianoforti che si incontrano al mondo nelle sale da concerto o nei teatri sono accordati a 440 o 442 (per legge). Se imponessi – per il mio concerto solamente – un’accordatura a 432, questo richiederebbe uno sforzo notevole almeno a tre elementi in gioco: l’ accordatore, che dovrebbe lavorare molto di più; il pianoforte, che essendo abituato ad una accordatura più alta, farebbe molta fatica a rimanere a 432 per tutta la durata del concerto, e dulcis in fundo i musicisti che sono sul palco con me. Anche i loro strumenti avrebbero lo stesso problema del pianoforte. Quando registro da solo, come nel caso del mio prossimo disco, posso finalmente dedicarmi al 432. Il suono è – ovviamente – più caldo, mi convince e mi avvince.

Un'ultima domanda, a cui forse non potrai rispondere. Da che pianeta vieni?

La risposta la conosco perfettamente, te lo assicuro, mica ci tengo a far la parte del reticente. Te la direi volentieri ma perlappunto, per potermi godere il passaggio su questo pianeta verde, l’ho dimenticata. (Chiudi)

LOCATION

Cine Teatro Odeon

Piazza Strozzi 2, 50123 Firenze

Per cercare un alloggio a Firenze:

La pausa pranzo dalle 13.30 alle 15.00 è libera.

Nella zona del teatro ci sono diverse opzioni per mangiare: bar, tavole calde, ristoranti.

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Contatti

Per informazioni contattaci alla mail eventi@spaziointeriore.com o telefona al 379.1269039 (10-13 / 15-17)

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FAQ

Il Cine Teatro Odeon è situato nel centro storico di Firenze, in piazza degli Strozzi, proprio di fronte al noto Palazzo Strozzi.

Per arrivare con i mezzi pubblici:

Dalla Stazione Santa Maria Novella è possibile raggiungere il Cine Teatro Odeon a piedi con una camminata di circa 10 minuti passando per via degli Avelli e poi per Via delle Belle Donne.

Oppure prendendo i Bus C2 o C4 dalla Stazione degli Orti Oricellari (a pochi passi da Santa Maria Novella).

Dall’aeroporto Amerigo Vespucci di Firenze-Pretola è possibile prendere la Tramvia Linea2 e scendere a Unità, vi troverete così di fianco alla Stazione di Santa Maria Novella e da lì potete seguire le indicazioni come sopra.

In auto:

Per raggiungere un parcheggio a pagamento nei pressi del Cine Teatro Odeon, dall’A1 uscire a Firenze Scandicci ed entrare in SCG Firenze – Pisa-Livorno, per poi continuare su Viale Etruria e dritto su via Francesco Talenti, alla prima rotonda prendere la prima uscita e continuare su via del Palazzo dei Diavoli e via Bronzino. Proseguire poi dritto fino a piazza Taddeo Gaddi, nella rotonda prendere la 4a uscita per attraversare il fiume Arno. Da questo punto è possibile raggiungere uno dei parcheggi gestiti da Firparking che consentono con l’accesso e il pagamento di ricevere i permessi per la ZTL. Trovate tutte le informazioni a riguardo sul loro sito: https://www.firparking.com. I più vicini sono il Garage Tornabuoni (Via dell’Inferno 7) e il Garage delle Terme (Via delle Terme 47).

Per una soluzione più economica segnaliamo il parcheggio Villa Costanza all’uscita “Villa Costanza” dell’A1 (https://www.parcheggiovillacostanza.it/it) dal quale è possibile prendere direttamente la Tramvia Linea1 che in pochi minuti collega al centro di Firenze. Nei pressi del parcheggio Villa Costanza si trovano anche dei parcheggi gratuiti incustoditi.

È possibile acquistare i biglietti su questo sito alla sezione Biglietti (link in alto a destra) tramite carta prepagata o carta di credito. In alternativa, è possibile acquistarli anche presso la nostra sede di Roma, recandosi a Spazio Interiore in Via Vincenzo Coronelli 42 e pagando in contanti oppure con Bancomat o Carta di Credito.

Firenze prevede una vasta scelta di Hotel e alloggi di vario tipo, trovandosi il Cine Teatro Odeon in centro vi suggeriamo di cercare su Booking.com o Aribnb.it la soluzione che meglio si addice alle vostre esigenze.

Trovandosi il Cine Teatro Odeon in pieno centro ci sarà un’ampia possibilità di scelta di ristoranti, pizzerie o fast food per la pausa pranzo.

No, i biglietti garantiscono la partecipazione all’evento ma non assegnano un posto numerato specifico, consigliamo di arrivare con il giusto anticipo per poter scegliere il posto migliore per voi.

No, il convegno è da intendersi come un viaggio di un’intera giornata i cui interventi, legati dall’esperienza musicale, si concatenano l’uno all’altro.

Sì, la conferenza Scienza e pratiche spirituali con Rupert Sheldrake verrà tradotta da un interprete in consecutiva. L’autore sarà tradotto anche nella tavola rotonda finale.

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