La via del ponte sott’acqua è un viaggio di sette settimane dentro il cambiamento, un percorso che accompagna chi sente di trovarsi su una soglia: non più nel vecchio mondo, ma ancora senza forma chiara del nuovo. Attraverso capitoli che alternano riflessioni e pratiche, il libro invita a riconoscere il movimento interiore che si cela dietro la crisi esterna e a scoprire che il vero passaggio non è verso l’alto, ma attraverso il profondo. Il testo esplora le “densità” della coscienza, dalla materia primordiale fino al ritorno all’Uno, offrendo chiavi per comprendere il senso delle esperienze che viviamo oggi come individui e come collettività. Ogni settimana propone domande interiori, gesti concreti e rituali semplici, trasformando la lettura in un compagno di viaggio reale, più che in un manuale da consultare. È un invito a fermarsi, ad ascoltare, a lasciarsi guidare dal cuore e dalla memoria del Sé. Non promette scorciatoie né risposte immediate, ma apre varchi di consapevolezza che possono emergere tanto nella ferita quanto nella gioia. È un libro per chi percepisce che il mondo sta cambiando e vuole attraversare questa soglia con presenza, fiducia e curiosità. Un ponte da percorrere sott’acqua, là dove la verità riposa, pronta a risvegliarsi.
«Stiamo vivendo un tempo strano. Un tempo in cui niente sembra più solido, in cui le strutture che in passato abbiamo guardato con fiducia – lavoro, relazioni, ruoli, credenze – cominciano a scricchiolare o a svuotarsi. Non è una crisi qualsiasi, è una soglia. E una soglia non si riconosce solo dalla confusione esterna, ma soprattutto dal movimento interiore. Qualcosa si rompe fuori, qualcosa si muove dentro. In modo sottile ma insistente. E una parte comincia a sentire che non può più vivere come prima, anche se
ancora non sa cosa verrà dopo. Questo libro nasce sulle note di quella realtà in cui il cambiamento è già iniziato, in cui il vecchio non regge più, e il nuovo bussa, anche se ancora non ha una forma chiara. È scritto per chi si trova lì: in quel tratto di strada in cui non si è più dove si era, ma ancora non si vede il dopo. È scritto per chi sente il richiamo del profondo, ma ancora non comprende cosa dice. Per chi avverte che qualcosa dentro si sta aprendo, ma non sa verso dove. Il passaggio che ci attende ora non è in superficie. Il ponte va cercato sott’acqua perché è qui, nella densità che già abitiamo, che riposa la memoria della Verità. Il ponte è qui, dentro l’esperienza. Non porta sopra, porta in profondità. E da lì, oltre».


