I TAROCCHI COME SISTEMA DI SIMBOLI
Intervista a Toni Allen
a cura di Mariavittoria Spina
Pubblicato sul blog il 25/01/2025
Appassionata di arte e fotografia, Toni Allen è un’astrologa e tarologa britannica di fama internazionale. Esperta di rimedi naturali, di simbolismo e di numerologia vedica, Allen è una medium naturale che opera da oltre vent’anni presso numerose scuole di formazione in Astrologia e Tarologia. La sua straordinaria capacità di interpretazione dei Tarocchi e l’originalità delle sue letture l’hanno resa famosa in tutta Europa. Da insegnante stimola e incoraggia l’esplorazione personale e al contempo offre un’illuminazione spirituale, rivelando in che modo i 78 Arcani siano un riflesso simbolico e numerico della vita e dell’universo.
Il suo primo libro, Il sistema dei simboli (Spazio Interiore 2014), è un vero e proprio manuale di divinazione grazie al quale il lettore può apprendere nuovi e stimolanti modi di considerare le carte – indipendentemente dalla loro raffigurazione pittorica – sulla base della loro valenza essenziale, legata ai numeri e alla simbologia antica. Allen ha contribuito a demistificare la tanto controversa interpretazione degli Arcani Minori e ha offerto ulteriori rivelazioni agli esperti, oltre a delle linee guida facili da comprendere anche per i principianti.
Come hai conosciuto i Tarocchi e l’arte della lettura delle Carte?
Mi sono imbattuta per la prima volta nei Tarocchi alla fine degli anni ‘70, al college, quando studiavo Fotografia. Era la mia compagna di stanza a utilizzarli, sempre seduta da qualche parte a porre domande alle Carte e a entusiasmarsi per le risposte che riceveva. Dapprima non avevo idea di cosa stesse facendo. Durante le vacanze tornava a casa sua – vi farà piacere sapere che era per metà italiana – e tornava con storie incredibili riguardo a una lettrice di Tarocchi che lei e la madre visitavano regolarmente. Con il passare del tempo entrambe verificammo l’avverarsi delle predizioni della lettrice dei Tarocchi, che le aveva rivelato tante cose in maniera estremamente precisa. Ciononostante decisi di non farmi coinvolgere dalla mia amica, perché facevo già spontaneamente esperienza di molti fenomeni psichici.
Quando hai scelto di diventare lettrice di Tarocchi e per quale motivo?
Non penso di aver mai veramente deciso di diventare una lettrice di Tarocchi, furono una serie di circostanze a condurmi alle Carte, e si potrebbe dire che furono i Tarocchi stessi a scegliermi. Sin da piccola, come dicevo, ho fatto esperienza di fenomeni psichici. Supponevo che queste cose accadessero a tutti e che fosse perfettamente normale vedere fantasmi, avere sogni profetici e sapere cosa stesse accadendo in un luogo diverso da quello in cui ci si trovava. Ero solo una bambina e nella mia ingenuità mi aspettavo che tutti fossero uguali a me. I miei genitori mi ritenevano semplicemente una sognatrice a occhi aperti con una fervida immaginazione. Stando accanto a una persona, io sapevo come questa si sentiva, se era felice o triste, arrabbiata o sofferente. Per me era normale. Trascorrevo moltissimo tempo a contatto con la natura e amavo molto gli animali. I miei genitori non professavano alcuna fede religiosa, eppure io ho sempre desiderato frequentare le chiese e mio padre mi lasciava entrare per guardare le vetrate colorate, e nel frattempo restava fuori ad aspettarmi.
A scuola ero molto timida, ma per qualche inspiegabile ragione le persone mi raccontavano sempre i loro problemi e dicevano di sentirsi molto meglio dopo averlo fatto. Senza rendermene conto ero la loro counselor e ascoltandoli con attenzione li aiutavo ad attraversare esperienze difficili.
Poi un giorno, durante una conversazione qualunque, dissi qualcosa, e una delle mie compagne di classe esclamò: «Sei strana. Sei una strega». Non avevo proprio idea di cosa stesse parlando, perché tutto ciò di cui facevo esperienza per me era normale. Da quel momento cominciai a studiare ogni genere di scritture, l’arte e la geometria sacra, miti e leggende, qualunque cosa potesse darmi delle risposte riguardo al perché facessi esperienza di cose del tutto sconosciute agli altri. Durante l’adolescenza le mie esperienze psichiche cominciarono a prendere il sopravvento sulla mia vita. Avevo talmente tanti sogni profetici e vedevo così tanti fantasmi che stava diventando veramente insostenibile. Poi un giorno cambiò tutto. Un aereo cadde, uccidendo circa centottanta persone. La notizia era su tutti i giornali. Andai a scuola e dissi ai miei amici di aver fatto un sogno riguardo a quel disastro, raccontai i dettagli molto vividi dell’incidente e spiegai il motivo per il quale il velivolo si era schiantato. Quando i giornali riportarono l’esito delle indagini ufficiali, si ebbe la prova del fatto che avessi ragione riguardo alle cause dell’incidente. Improvvisamente tutta la scuola smise di parlarmi. Mi evitavano, ero bandita come una reietta. Fu il periodo più spaventoso. Cominciai a chiedermi perché avessi previsto una cosa tanto terribile pur non potendo fare niente per impedirla. Sentivo che avrei potuto salvare molte persone.
Ora forse si comprenderà meglio perché al college evitavo di avere a che fare con i Tarocchi anche se la mia compagna di stanza li leggeva. Ero troppo spaventata da ciò che avrei potuto vedere. Tuttavia, le persone attorno a me si accorsero comunque del mio potenziale. Un giorno, sempre al college, un ragazzo disse che avrebbe fatto una lettura per me e che sarebbe stata una cosa sicura. Quando ci sedemmo, lui rise e mi passò il mazzo di Carte dicendo: «Perché invece non fai tu una lettura per me?» Non avevo mai preso in mano i Tarocchi prima di allora, ma feci una lettura per lui. Grazie ai miei studi, i simboli mi erano talmente familiari che li consideravo come vecchi amici, conoscevo anche il valore dei numeri. Tutto aveva un senso. Da quel giorno divenni una lettrice di Tarocchi, perché vidi che in quel modo potevo utilizzare quelli che chiamavo i miei “saperi” per aiutare altre persone e scegliere deliberatamente di aprirmi alle mie capacità psichiche quando era richiesto, senza farmi bombardare in ogni momento. Le persone mi cercavano in ogni caso come counselor, quindi utilizzare i Tarocchi per aiutarle a trovare le risposte ai loro problemi e un orientamento positivo per il futuro sembrava la soluzione perfetta.
Ritieni che chiunque possa diventare un lettore di Tarocchi?
In linea di principio la risposta è sì, tuttavia ho insegnato a persone che – come ho scoperto in seguito – intendevano utilizzare i Tarocchi per scopi egoistici, quindi non sono mai riuscite a diventare brave nelle letture. Un esempio è quello di una donna alla quale ho insegnato e che era già una life coach. Diceva di voler imparare a leggere i Tarocchi per avere «un’altra freccia al suo arco» e non faceva altro che andar di fretta durante le lezioni in modo da poter dire il prima possibile di aver frequentato il mio corso e utilizzare la mia reputazione come leva per ottenere altri clienti. Diverse persone mi hanno contattata per lamentarsi delle letture terrificanti che dava, ma purtroppo io non ho alcun controllo sul modo in cui gestisce la sua attività. Per essere un buon lettore di Tarocchi bisogna avere compassione, rimanere in uno stato di non giudizio nei confronti degli altri ed essere completamente disinteressati. Fintanto che si utilizzano i Tarocchi desiderando un certo scopo, ci si perde senza ottenere alcun risultato accurato. Non c’è comunque bisogno di essere un “talento naturale” per diventare un buon lettore di Tarocchi. Duro lavoro e applicazione nell’apprendimento dell’arte portano ugualmente a dei risultati. Ricordo una giovane alla quale insegnai, che onestamente pensavo non ce l’avrebbe mai fatta: aveva difficoltà perfino nell’imparare a riconoscere le Carte, ma dimostrava una tale dedizione nell’aiutare gli altri che a volte era quasi penoso osservare i suoi sforzi di apprendimento. Alla fine giunse a un punto di svolta e tutto ciò che aveva imparato andò al suo posto acquistando un senso preciso per lei, che cominciò anche a fare qualche lettura ad altre persone. Sono stata il suo mentore nel corso degli anni e adesso sono orgogliosa di dire che è una lettrice estremamente competente e di successo.
Quali sono i principi fondamentali da osservare nel corso di una lettura?
Durante i miei workshop, quando le persone fanno questa domanda, rimangono totalmente stupite nel sentirmi rispondere: «Smettere di pensare». È questo il primo principio, svuotare la mente da qualunque pensiero personale, opinione o preoccupazione riguardo alle attività quotidiane, come il sospetto di non aver dato da mangiare al gatto o di aver lasciato accesa la lavatrice. Il silenzio interiore è fondamentale. In secondo luogo, è importante avere un posto tranquillo nel quale fare la lettura. È altrettanto fondamentale non assumere alcun tipo di alcolico o di droga, perché queste sostanze spalancano le porte alle forze oscure e rendono molto difficile richiuderle e rimuovere tutto ciò che il cliente potrebbe aver riversato su di te durante una lettura. Sono solita offrire letture durante le feste, quindi spesso il cliente ha bevuto un bicchiere o due, ma pongo un netto divieto se è brillo.
Il totale rispetto per il cliente è fondamentale. Se pensi che i suoi problemi siano banali, hai sbagliato mestiere. Non bisogna mai giudicare la persona seduta davanti a te e si deve anche mantenere una certa confidenza. E non bisogna inserire opinioni personali in ciò che si
dice, ad esempio: «Secondo me dovresti…» Il consultante avrà molti amici che volentieri gli diranno cosa fare, ma è venuto a consultare i Tarocchi per avere una chiara introspezione e non per conoscere quelle che il lettore considera delle buone idee. Ho anche stabilito la regola di non fare letture per persone al di sotto dei sedici anni che non siano accompagnate da un genitore o da un tutore. Occorre, poi, essere amichevoli. Potrebbe sembrare ovvio, ma le persone amano essere salutate con un sorriso. Infine, i Tarocchi spesso fanno emergere delle istanze molto serie, ma possono anche suscitare ilarità, quindi va bene anche ridere e divertirsi.

In base alla tua esperienza, cosa possono offrire i Tarocchi al consultante?
I Tarocchi possono offrire così tanto a chi li consulta! Forse l’elemento principale è la possibilità di essere ascoltati e di parlare con qualcuno in totale confidenza. Molte persone mi consultano con delle domande specifiche in mente riguardo ai loro problemi. Sono domande che includono tutti gli aspetti della vita, come traslochi, cambiamenti di lavoro, relazioni personali, l’educazione dei figli, tutte questioni pratiche e quotidiane, e i Tarocchi possono aiutare nel mostrare i modi per ottenere un risultato positivo. Alcune persone vengono per una lettura cercando la pace spirituale o la chiusura di relazioni con persone che sono passate oltre; in questo caso utilizzo i Tarocchi come mezzo medianico per veicolare un messaggio proveniente dall’amato defunto. Questo tipo di lettura è molto potente, le parole travalicano ciò che l’amato ha detto nel corso della vita e rappresentano un messaggio di conforto per il futuro di chi rimane. Qualche volta questi messaggi sono molto semplici. Mi ricordo di quello per una donna, proveniente da suo padre: «Hai sposato un brav’uomo. Mi piacerebbe averlo incontrato». Eppure significava moltissimo per lei, perché suo padre non aveva approvato il suo fidanzato precedente.
Utilizzo i Tarocchi anche per aiutare le persone a esplorare le vite passate. Molte persone hanno paure e ansie che non riescono a collegare ad alcuna esperienza di questa vita, così insieme a loro guardo alle vite precedenti per ottenere delle risposte. Chiedo sempre al consultante di non darmi alcuna informazione riguardo a paure o preoccupazioni prima della lettura, in modo da poter vedere cosa emerge senza alcuna influenza precedente. Nel caso di una donna, vidi che la sua paura dei falò era associata alla sua morte, avvenuta durante l’incendio di una città. Non morì a causa del fuoco, ma per essere stata calpestata dalle persone in preda al panico che fuggivano dalle fiamme. Questo spiegava anche la patologia di cui soffriva. In seguito alla lettura, la donna si sentì molto più calma: da quel momento era in grado di parlare apertamente di quanto temesse le fiamme libere.
Perché i Tarocchi dovrebbero essere considerati un sistema di simboli?
I Tarocchi sono un sistema preciso, nel quale ciascuna Carta è parte di un intero complesso e opera in una rete interconnessa di numeri e simboli. Purtroppo, oggigiorno molte persone utilizzano i Tarocchi riferendosi solo alle immagini raffigurate sulle Carte. Tralasciano completamente il fatto che le Carte costituiscono un intero e non 78 immagini indipendenti. Anche i partecipanti alle mie conferenze e ai miei corsi spesso non hanno mai avuto contatto con il sistema dei simboli, proprio perché si sono persi nell’intrico di immagini dei Tarocchi illustrati, nei quali le raffigurazioni soverchiano la semplicità dei numeri e dei semi, di conseguenza non riescono a cogliere l’associazione tra i Tarocchi Maggiori e quelli Minori. Tuttavia, cominciando a studiare i 22 Arcani Maggiori, rapidamente si inizieranno a vedere le connessioni con le Carte Minori. Ogni Tarocco Maggiore, infatti, è associato alle Carte che recano lo stesso numero.
Così, ad esempio, tutti gli Assi, ovvero le Carte recanti il numero 1, sono associatial Mago e alla Forza, che io considero posta al numero 11, secondo la numerazione originale, diversa da quella proposta da Arthur Edward Waite. Associando gli Assi al Mago, possiamo osservare l’essenza pura di ciascun seme esprimersi nel pieno del suo splendore: l’Asso di Spade come verità e integrità, l’Asso di Bastoni come energia e nuovi inizi, l’Asso di Coppe come amore puro e cuore aperto, l’Asso di Denari come saggezza e prosperità. L’associazione degli Assi con la Forza indica invece la necessità di moderare l’utilizzo di queste qualità. Così, l’Asso di Spade ci indica che l’onestà e la verità sono positive ma a volte è più saggio non sbandierarle ai quattro venti, l’Asso di Bastoni mostra la bontà dell’energia ma anche il fatto che se la utilizziamo tutta insieme rimarremo senza forze per il futuro, l’Asso di Coppe indica il pregio dell’amore, ma che gli altri non amano essere blanditi, e l’Asso di Denari mostra l’utilità della saggezza e della ricchezza, ma esortano a non essere avidi e dediti all’accumulo più di quanto sia necessario.
È compito del lettore stabilire durante una lettura quale Tarocco Maggiore sia in connessione con la Carta estratta, si tratta di associazioni che derivano dalla pratica e dallo studio. Una volta associati i Tarocchi Maggiori a quelli Minori, sarà semplice cogliere il ritmo e gli schemi nelle disposizioni delle Carte, e si arriverà perfino a conoscere in anticipo quale Carta verrà estratta in seguito, perché essa è parte di un sistema che si dispiega con naturalezza sotto gli occhi del lettore.

Ritieni che leggere i Tarocchi per se stessi sia più difficile che leggerli a qualcun altro?
Sì, è sempre più difficile fare una lettura per se stessi, perché in quel caso siamo coinvolti personalmente e non possiamo avere la chiarezza di introspezione, abbiamo il desiderio di vedere un certo risultato. Tendiamo a ignorare gli avvertimenti e a non rimanere distaccati e imparziali. Al contrario, quando leggiamo le Carte in modo professionale non siamo coinvolti nella vita della persona e possiamo avere una consapevolezza di gran lunga maggiore riguardo a tutte le possibilità implicate nella lettura, perché siamo distaccati come osservatori imparziali. Quando si desidera utilizzare i Tarocchi per una lettura personale si potrà essere più accurati non spingendosi troppo lontano nel futuro, non oltre una settimana. Questo perché si è già consapevoli di cosa sta accadendo nella propria vita e si è in grado di interpretare le Carte di conseguenza. In generale, sarà la lettura per il giorno stesso a offrire il maggior grado di introspezione.
Secondo te, quali sono le caratteristiche principali che distinguono un lettore di Tarocchi professionista o almeno attendibile?
Penso che il lettore debba rimanere imparziale e mai alla ricerca di un qualche tipo di gratificazione personale nel leggere i Tarocchi. Non mi riferisco al fatto di ricevere del denaro o comunque un pagamento, parlo di quei lettori che vanno in giro a vantarsi di quello che hanno visto. Questi tizi vorrebbero raccontare i segreti delle altre persone per gonfiare il proprio ego, un comportamento veramente poco professionale. Inoltre, alcuni sono soliti dire «Io vedo…» come fossero Dio o una qualche grande divinità. Ancora, si tratta sempre e solo dell’ego e della piccola persona dentro ciascuno che strilla per ricevere attenzioni. Tutto ciò che facciamo come lettori di Tarocchi è interpretare quello che le Carte ci mostrano, in realtà non facciamo niente più che leggere quello che vediamo, come se leggessimo un libro. Spesso non c’è da fidarsi di quanti vogliono guadagnare credito da questo, e addirittura vantarsene. Non significa che non possiamo accettare un complimento quando ci viene fatto spontaneamente, ma è scorretto cercare di riscuotere approvazione per ingrassare il proprio prestigio personale. Un lettore di Tarocchi avrà sempre un approccio discreto e umile, non dirà mai a un cliente cosa deve o non deve fare della sua vita e non agirà mai con il fine di procacciarsi altri affari o guadagnare di più. Spetta sempre al cliente avvicinare il lettore e stabilire quando è il momento di fare un’altra lettura.
Tratto da Oltreconfine 13 – Castaneda, Spazio Interiore 2013



