In un mondo sempre più frammentato e in crisi, questo libro ci invita a guardare oltre le apparenze e a riconoscere le cause profonde del nostro malessere individuale e collettivo. Naranjo propone qui una riflessione radicale: la radice ultima – e ignorata – dei mali del nostro mondo è la società patriarcale e, sottesa a tale struttura in tutte le civiltà, quella che lui definisce la mente patriarcale, ossia una condizione al tempo stesso intrapsichica e culturale; un complesso processo di degrado della coscienza, che implica un’autorità violenta e comporta mancanza di amore, addomesticazione della nostra natura spontanea e disconnessione dal nostro “navigatore” intuitivo, con conseguente perdita della comprensione profonda di chi siamo. Naranjo dimostra come la mente patriarcale sia alla base delle patologie individuali, che si costituiscono come diverse forme alternative di adattamento individuale alla mente patriarcale sistemica: venendo educati in una mentalità siffatta, questa si riproduce in ognuno di noi in modo tale che proprio noi stessi, in quanto suoi agenti, finiamo con l’essere il vero problema del mondo. È dunque evidente che per sanare la società non sarà mai sufficiente intraprendere azioni politico-economiche, ma si dovrà innanzitutto procedere a una trasformazione curativa della mente individuale, comprendendo non solo il modo in cui il patriarcato ha influenzato la nostra vita, ma anche – e soprattutto – in che modo, in quanto portatori dello spirito patriarcale, contribuiamo al male nel mondo. Naranjo traccia dunque la strada per consentirci di trascendere la mente patriarcale, fornendoci validi strumenti – come l’Enneagramma e l’analisi degli enneatipi – per osservarci con lucido coraggio e profonda autenticità. E nel restituire a ciascuno di noi la sua parte di responsabilità dei mali del mondo, ci fa il dono più prezioso: il potere di guarire la nostra anima, e con essa il mondo in cui viviamo.
«In questo libro sostengo che la civiltà, lungi dall’essere il massimo trionfo dell’evoluzione dell’umanità, sia stata piuttosto la causa di quell’insieme di problemi collettivi su cui hanno riflettuto, uno dopo l’altro, Rousseau, Nietzsche, la Scuola di Francoforte, il Club di Roma e i numerosi commentatori della crisi sempre più profonda ed evidente dell’umanità contemporanea, che oggi distrugge il nostro ambiente, le nostre culture, le persone e i valori. E affermo che questa crisi non è il risultato di qualcosa che si sia aggiunto alla civiltà, come una sua complicazione, bensì il risultato dell’obsolescenza della sua struttura fondamentale. Ma qual è questa struttura centrale che accomuna tutte le civiltà? Potremmo semplicemente dire “il patriarcato”, se non fosse che né gli antropologi né la comunità hanno denunciato lo spirito patriarcale come il male fondamentale della civiltà. Dobbiamo quindi essere più specifici o espliciti nella spiegazione di ciò che intendiamo per patriarcato».


