Quando Cristóbal viene rinchiuso in un carcere cileno per saldare un vecchio debito con la giustizia, questa esperienza diventa la porta di accesso a un viaggio nella memoria che lo riporta a quando era ancora il piccolo Axel, bambino la cui formazione artistica non gli impedì di trasformarsi in un abile ladro, metafora del rapporto con l’ego e il denaro. Cristóbal e Axel vivono dunque il loro personale viaggio dell’eroe, poiché in realtà sono la stessa persona: il protagonista di una confessione travolgente, piena di umorismo e tenerezza. Armato di un insolito arsenale fatto di Tarocchi, psicomagia, teatro e sciamanesimo, l’autore affronta i propri demoni e impara a danzare persino con il più terrificante di tutti: suo padre.
Cristóbal Jodorowsky ha avuto un’infanzia segnata da profondi traumi, che ha deciso di esplorare a fondo, e la sua vita straordinaria lo ha portato a incarnare come nessun altro l’archetipo di Chirone, il guaritore ferito che, cercando la propria guarigione, finisce per offrirla al mondo. L’ego e l’oro intreccia episodi concreti con riflessioni psicologiche e spirituali, mostrando come le ferite del passato possano trasformarsi in strumenti di consapevolezza: non è quindi un semplice memoir, ma un viaggio di trasformazione che ci offre innumerevoli indizi sulla relazione tra anima, ego e coscienza, un invito a interrogarci sui nostri meccanismi interiori, sul valore attribuito al successo e al possesso, e sul significato autentico della libertà personale. La scrittura di Cristóbal è oceanica e tempestosa, piena di tesori che ha deciso di condividere in queste pagine prima che si perdessero con l’ultimo respiro della sua vita poetica. Un libro sul processo di trasformazione dall’ego alla coscienza. Un trattato psicomagico sul denaro, la crescita personale e i rituali per la prosperità.
«Ad oggi, cosa posso dire di questo mio ego? Che ne sono ancora stufo! Posso dire di essere diventato illuminato? Per niente! Mi percepisco in costante trasformazione, sempre due passi avanti e uno indietro. A volte cammino sull’orlo del precipizio, ma senza la paura di cadere. Perché, anche se la vita dovesse lasciarmi, il mio impegno è quello di far evolvere l’ego, di cavalcare la tigre, di metterla definitivamente al mio servizio. Ogni giorno, dal primo all’ultimo respiro, lavoro per trasformarmi in un essere umano migliore, che si accetta così com’è e che, allo stesso tempo, si impegna in un processo continuo. E tutto questo non ha altro merito che quello di diventare un esempio di lavoro su se stessi e di amorevole autosostentamento, servendo così da specchio ad altri che vogliono seguirmi in questa guerra santa, l’unica che vale la pena di combattere». Cristóbal Jodorowsky


